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“Correggio’s rinascita”: il restauro aperto della Madonna di San Sebastiano a Dresda

       Al di fuori dell’Italia, non esiste un luogo migliore di Dresda per avvicinarsi all’arte di Correggio (circa 1489-1534): nella Gemäldegalerie Alte Meister si trovano infatti quattro pale d’altare di Antonio Allegri. Sotto Augusto III (1696-1763), l’acquisto delle cento opere più importanti della collezione estense di Modena portò a Dresda quattro opere di Correggio in un colpo solo nel XVIII secolo. Tra queste c’era il dipinto più noto – uno dei più apprezzati di Correggio – l’Adorazione dei pastori (1528-1530 ca.), conosciuto anche come Notte. Inoltre, la prima pala d’altare documentata di Correggio, la Madonna di San Francesco (1514-1515), quindi la Madonna di San Sebastiano (fig. qui sopra) e la Madonna di San Giorgio (1529-1530 ca.). I quattro dipinti sono stati una parte importante della collezione fin dal loro arrivo a Dresda. Insieme alla Madonna Sistina (1512–1513) di Raffaello, sono esposte in una delle sale principali della galleria Semper.

      Se si confrontano le opere tra loro, si nota che lo stato di conservazione è molto diverso. Soprattutto la Madonna di San Sebastiano ha perso brillantezza cromatica rispetto alle altre tre opere. A causa della vernice fortemente ingiallita, i dettagli si ritirano sul fondo e la composizione sembra nascosta dietro un velo giallo. Se si osserva l’immagine qui sopra, si può notare che le cinque tavole di legno che formano la pala si sono deformate in modo convesso. Soprattutto in corrispondenza dei giunti verticali delle tavole, si sono verificati allentamenti e perdite dello strato di vernice. I consolidamenti, le sovrapposizioni e i ritocchi via via aggiunti nei secoli scorsi hanno lasciato la superficie macchiata, fortemente ingiallita e deformata.

Lo studio di restauro nella galleria. © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Gemäldegalerie Alte Meister, Foto: Klemens Renner.

      Per questo motivo, il dipinto viene ora esaminato e restaurato in modo completo, nell’ambito di un progetto di ricerca che durerà diversi anni. Dato che è molto fragile, il restauro avverrà nella galleria. Attraverso le finestre dello studio di restauro, i visitatori possono vedere il lavoro in corso e seguire i progressi dell’intervento sul dipinto.

    

     La Madonna di san Sebastiano

     La pala di Correggio fu dipinta probabilmente intorno al 1524 per la Confraternita di San Sebastiano a Modena. Rispetto alla sacra conversazione classica, Maria e Gesù Bambino non appaiono al centro su un trono, ma in una gloria luminosa nella metà superiore del quadro. Il posto lasciato libero, in basso al centro dell’immagine, è occupato dal santo patrono della città di Modena, san Geminiano, e da una figura infantile che lo accompagna e regge il modello della città. San Sebastiano, patrono della confraternita, appare a sinistra con lo sguardo estatico rivolto a madre e figlio, mentre san Rocco è ritratto mentre dorme, a destra. La confraternita fu fondata a Modena all’inizio del Cinquecento come ringraziamento per il superamento di una epidemia; i santi appena citati erano considerati importanti protettori contro la peste: per questo erano venerati dalla confraternita e vengono inseriti in questo dipinto. L’opera rimase nell’oratorio della confraternita fino alla metà del XVII secolo, quando entrò nella collezione di Francesco I d’Este (1610-1658), dove rimase fino al suo arrivo a Dresda nel 1746.

     Poiché il dipinto presentava già i primi segni di danneggiamento quando si trovava ancora nella sede della confraternita, venne restaurato dopo nemmeno cento anni dalla sua realizzazione. Anche nella collezione estense, e successivamente a Dresda, vennero adottate misure per limitare e sistemare i danni. La causa principale del deterioramento è l’inadeguatezza delle tavole utilizzate per l’esecuzione della pala lignea: queste infatti si sono deformate dopo poco tempo assumendo un profilo convesso e danneggiando la parte superficiale della pittura, soprattutto in corrispondenza delle giunzioni delle tavole stesse.

     La prima fase del progetto

     All’inizio del progetto sono stati effettuati diversi esami tecnologici preliminari per ottenere il maggior numero di informazioni possibili in anticipo. Poi, insieme a una commissione internazionale di esperti, si è deciso di iniziare con la rimozione della vernice sulla superficie del dipinto. Solo dopo aver rimosso gli strati di vernice e i ritocchi posteriori si procederà alla lavorazione della parte posteriore della pala e del sistema di supporto attuale.

Scoperta degli strati pittorici originali. © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Gemäldegalerie Alte Meister, Foto: Wolfgang Kreische

      Già adesso, la riduzione degli strati di vernice superiori e l’esposizione dello strato pittorico originale mostrano l’incomparabile qualità pittorica di Correggio, che si riflette nella gradazione delle diverse tonalità di colore, nella finezza dei contorni e nella vivacità delle figure. Man mano che si rimuovono gli strati di vernice appaiono anche le aree con lacune, ma fortunatamente la maggior parte di esse si trova nella zona delle giunzioni delle tavole.

   

Inizio della riduzione degli strati di vernice. © Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Gemäldegalerie Alte Meister, Foto: Wolfgang Kreische

     I progressi del progetto non solo possono essere seguiti all’interno della pinacoteca di Dresda, ma saranno anche pubblicati a intervalli regolari sul sito web del progetto di ricerca: https://gemaeldegalerie.skd.museum/forschung/correggio/. Il completamento del progetto è previsto per il 2024: in tempo per il cinquecentesimo anniversario, la Madonna di san Sebastiano tornerà a risaltare nel suo pieno splendore e porterà alla “rinascita” del dipinto di Correggio.

    Helen Kohn ∙ Gemäldegalerie Alte Meister

    Wissenschaftliche Assistentin