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Il Correggio da Parma a Parigi (e ritorno)

    Anche un’impresa fallita può rivelarsi utile. Parlo della Galerie du Louvre, représentée par des gravures à l’eau forte exécutées par M.me Maria Cosway avec une description historique et critique par J. Griffiths (Paris 1802). L’opera a stampa infatti non venne conclusa, e uscirono solo due fascicoli.

     Il progetto era – nientemeno – di illustrare con incisioni il Musée Central des Arts, in particolare la “Grande Galerie” del Louvre. L’autrice delle illustrazioni era Maria Hadfield (1760-1838), nata a Firenze da padre inglese e madre italiana. Dopo una formazione artistica a Roma e Firenze, si era trasferita in Gran Bretagna e, nel 1781, aveva sposato Richard Cosway, affermato pittore, miniatore e collezionista. Maria è al centro della vita culturale di Londra (nella sua cerchia ci sono artisti come William Blake e Joshua Reynolds), ma anche della vita mondana della capitale (come dimostra la relazione con Thomas Jefferson, futuro presidente degli Stati Uniti) [1]. Riconosciamo Maria in questa incisione di Francesco Bartolozzi del 1785.

    Ma i suoi non sono solamente interessi artistici. Nel 1800 escono The Progress of Female Dissipation e The Progress of Female Virtue, raccolte di incisioni basate su suoi disegni: contrapponendo stili di vita opposti, superficiale vanità e seria semplicità, Maria Cosway affronta di fatto il tema dell’educazione femminile. Pochi anni dopo si trasferisce infatti a Lione, dove fonda una scuola per ragazze. Da qui si reca a Lodi dove, con l’appoggio di Francesco Melzi d’Eril, fonda un nuovo collegio femminile (ora Fondazione Cosway).

    Nei primissimi anni dell’Ottocento, una pubblicazione che illustrasse il Louvre doveva sembrare un’iniziativa editoriale stuzzicante. Il nuovo museo rivoluzionario si proponeva infatti come una straordinaria esposizione che metteva per la prima volta a disposizione del popolo (e non solo dei prìncipi e della loro corte) le grandi opere della storia dell’arte. È con questo obbiettivo che, già alla fine del Settecento, iniziarono le spoliazioni artistiche in Italia.

Charles Meynier, I commissari francesi nel 1796 spediscono la Madonna di san Girolamo a Parigi, disegno (1802-1814). Paris, Louvre.

    Come era prevedibile, Correggio fu uno degli artisti più ricercati, e da Parma giunsero a Parigi quadri che da tempo erano consacrati come vertici della storia dell’arte italiana sia nei saggi degli esperti, che nella letteratura di viaggio. Un disegno di Charles Meynier mostra appunto i commissari francesi, all’interno della Galleria Ducale di Parma, mentre fanno imballare la Madonna di san Girolamo, nel 1796.

    Le incisioni di Maria Cosway sono importanti perché, occasione pressoché unica, ci mostrano le opere di Correggio (e altri capolavori giunti dall’Italia) nella collocazione che ebbero all’interno del Louvre per diversi anni, fino al 1815, in quel serrato accostamento dei quadri che è una pratica espositiva del tutto normale tra Sette e Ottocento.

    In una delle tavole (Fondazione Cosway) riconosciamo infatti due opere già presenti nella collezione del Louvre – il Giove e Antiope e il Matrimonio mistico di santa Caterina con san Sebastiano – assieme ad altre due arrivate da Parma – la Madonna della Scodella e la Deposizione dalla cappella del Bono. Si noti che quest’ultimo dipinto è stato separato dall’altro proveniente dalla stessa cappella in San Giovanni Evangelista.

    Un’altra incisione acquerellata mostra infatti il Martirio dei quattro santi accanto alla Madonna di san Girolamo, senz’altro il più apprezzato tra i quattro dipinti di Correggio prelevati a Parma.

    Ma, dopo il 1815, le opere di Correggio rientrarono finalmente in Italia: un quadro di Johann Anton Pock descrive Maria Luigia mentre premia gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Parma (1817) [2]. Alla parete il pittore, per quanto con discrezione, mostra i due quadri che da poco erano tornati dalla Francia, il Giorno e la Madonna della Scodella. Tra i due dipinti, il busto di Correggio eseguito da Giuseppe Carra.

 

 

  1. D. Boucher, Maria Cosway (1760–1838): A commentator on modern life, in “The British Art Journal”, 18, 3, 2017-2018, pp. 78-86.
  2. Sul quadro di Pock, v. C. Mambriani, Un tempietto per “il Pittor delle grazie”: i Correggio negli allestimenti ottocenteschi della Pilotta, in L’Ottocento e il mito di Correggio, a cura di S. Verde, Cinisello Balsamo 2021, p. 35.

Claudio Franzoni

   

Johann Anton Pock, Maria Luigia distribuisce i premi agli scolari dell’Accademia di Belle Arti di Parma (1817). Parma, Complesso Monumentale della Pilotta.