Risonanze

Correggio nei quadri degli altri, 2: Pieter Christoffel Wonder

    Attorno al 1830, l’olandese Pieter Christoffel Wonder (1780-1852) dipinse per Sir John Murray una galleria d’arte visitata da un gruppo di amatori e di esperti. Il committente desiderava infatti un dipinto che replicasse un genere molto amato nel Seicento, appunto l’interno di una galleria d’arte con visitatori e curiosi [1]. Come in quei dipinti seicenteschi, anche nel quadro di Wonder le opere erano realmente esistenti, ma appartenenti a diverse collezioni inglesi, in particolare quella Bridgewater [2].

Pieter Christoffel Wonder, Esperti e amatori in una galleria d’arte, ca. 1826-1830. Coll. privata.

    Tutti i dipinti sono raffigurati alle pareti, l’uno accanto all’altro – come usuale nelle raccolte e nelle esposizioni dell’epoca – tranne un ritratto maschile posato sul pavimento e un quadro più piccolo su un cavalletto: la Madonna della Cesta di Antonio Allegri.

    Nel 1825, dunque poco prima della galleria immaginaria di Wonder, il quadro del Correggio era entrato nella National Gallery di Londra, acquistata dai mercanti d’arte Lambert Jean Nieuwenhuys, e dal figlio Chrétien-Jean. A loro volta i Nieuwenhuys, che forse agivano per conto della Corona, l’avevano comprato nell’asta parigina conseguente al dissesto del finanziere Augustin Lapeyrière (1779-1831), a cui era giunto dopo un complicato itinerario collezionistico [3]; lo straordinario prezzo raggiunto – 80.000 franchi – rimase ineguagliato nelle aste parigine fino al 1852 [4].

    Ma siamo sicuri che Wonder abbia ritratto proprio questo esemplare? Un’altra copia dell’opera già chiamata allo stesso modo, La Vierge au Panier, era presente nella collezione Orléans, che venne poi acquistata nel 1798-1799 da un consorzio di nobili di cui faceva parte anche Francis Egerton, III duca di Bridgewater (1736-1803) [5]; è interessante notare che quando si trovava nella collezione Orléans, alcuni attribuivano la copia a Bartolomeo Schedoni [6]. La collezione Bridgewater passò quindi al nipote George Granville Leveson-Gower – dal 1803 secondo Marchese di Stafford (1758-1833) –, poi a Lord Francis Egerton, dal 1846 primo conte di Ellesmere.

    William Young Ottley, nel suo catalogo della collezione Stafford ne offre un’incisione, ma loda il quadro senza troppo entusiasmo: “l’insieme, sebbene un po’ debole dal punto di vista dell’effetto, è dipinto con grande morbidezza e fusione dei colori” [7]. Ma in quegli anni c’era in Inghilterra anche un’altra copia della Madonna della Cesta, che conosciamo grazie a un disegno di Henry Bone del 1804 [8]; questa copia apparteneva invece a William Waldegrave (1753-1825), Lord Radstock [9].

    Rimane dunque l’incertezza sulla precisa identità del quadro descritto da Wonder, ma il fatto che egli  l’abbia ritratto in una posizione relativamente isolata rispetto agli altri dipinti è il segno di quanto la Madonna della Cesta fosse apprezzata dal committente e dal pubblico del tempo.

 

Claudio Franzoni

  1. Per uno studio preparatorio, cfr. https://www.npg.org.uk/collections/search/portraitExtended/mw03215/Study-for-Patrons-and-Lovers-of-Art.
  2. Peter Humfrey, Timothy Newbery, The Bridgewater Collection and its picture frames, in “Colnaghi Studies Journal”, 3, 2018, pp. 61-83; per la storia della raccolta, cfr. Peter Humfrey, The 3rd Duke of Bridgewater as a collector of Old Master paintings, in “Journal of the History of Collections”, 27, 2, 2015, pp. 211–225; id.,The Stafford Gallery: The Greatest Art Collection of Regency London, Norwich, Unicorn Press, 2019. Sulla complessa acquisizione della collezione Orléans, cfr. Susanna Avery-Quash, The Bridgewater Collection: Its Impact on Collecting and Display in Britain (2009) <https://www.nationalgallery.org.uk/research/about-research/buying-collecting-and-display/the-bridgewater-collection-its-impact-on-collecting-and-display-in-britain>
  3. Cecil Gould, The Paintings of Correggio, London, Faber&Faber 1976, p. 220.
  4. Darius A. Spieth, Revolutionary Paris and the Market for Netherlandish Art, Leiden, Brill, 2017, p. 96.
  5. Humfrey, The 3rd Duke… cit., p. 220.
  6. Maria Teresa Alberici, in M. Mussini (ed.), Correggio tradotto, Milano, Motta 1995, nr. 233.
  7. Engravings of the Most Noble The Marquis of Stafford’s Collection of Pictures in London, I-IV, London, 1818, II, p. 28, nr. 3. Cecil Gould (The Paintings …cit., p. 220) precisa che nel 1950 questa copia Bridgewater-Stafford-Ellesmere era di proprietà di Mrs Hewer di Bristol. Per l’incisione, Maria Teresa Alberici, in Mussini (ed.), Correggio cit., nr. 239.
  8. London, National Portrait Gallery, D17401.
  9. Gould, The Paintings… cit., p. 220.