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Danae

Danae1531-32
olio su tela, 161x 193 cm
Roma, Galleria Borghese

Raccontiamo brevemente il mito: la bellissima Danae era stata rinchiusa dal padre Acrisio, re di Argo, nella stanza più alta di una torre d’oro. Questa decisione il re l’aveva presa per scongiurare l’evenienza che sua figlia desse alla luce un eroe che lo avrebbe spodestato, secondo la predizione di un oracolo. Giove (ma dovremmo dire Zeus) ne fu informato nelle sue perlustrazioni e pensò di visitarla in forma incorporea, nubilosa. Dapprima si aprì certamente un colloquio, e Amore stesso favorì le comunicazioni del gran dio. All’apice del trasporto affettuoso il nume giunse nella stanza, superando ariosamente ogni ostacolo. Nascerà Perseo, l’eroe uccisore della Medusa.
La tela rappresenta Danae, dal sorriso commosso, mentre riceve la visita di Zeus che si congiunge a lei sotto forma di pioggia d’oro. Cupido, ossia Amore in persona, ha preparato la fanciulla trepidante e ora è pronubo al vaporoso amplesso: egli rimuove il candido lenzuolo che svela l’eburneo corpo della fanciulla, timidamente aiutato da questa. I piccoli eroti hanno già giocato con la giovane principessa e idealmente ne hanno riscaldato il cuore con le loro freccette inducenti. Danae distende il corpo adolescente trattenendosi nel pensiero del momento amoroso, che avviene nel silenzio di un cielo aurorale. Essa porta nella capigliatura il messaggio del suo donarsi: la mirabile treccia sopra alla sua tempia sinistra significa “dedizione alla divinità”, ossia il voto di legame al dio, e la stupenda ciocca disciolta sulla spalla destra esclama la vocazione di sposa, il richiamo nuziale.
Nell’arte italiana è una delle prime raffigurazioni di questo soggetto. Vasari nel 1568 ricordava il dipinto come una Venere con “alcuni amori che delle saette facevano prova su una pietra, quella dell’oro e del piombo, lavorati con bello artificio”. La maggior luce nella stanza torrigiana proviene da destra ed è ampia e forte; questa illuminazione nitida e vibrante produce tuttavia ombre morbide ed effetti di sfumato. Non manca un’effusione argentina dalla finestra aperta: così il paesaggio è l’altro campo vivido, che contrasta con il tono tenero e profondo della stanza. L’osservazione attenta dei putti indica peraltro uno scendere dolce di luce anche da un opercolo superiore, ora occupato dalla nube, come indizio indispensabile all’entrata della pioggia divina. Il variare meraviglioso della carezzante illuminazione fa pensare che le figure siano state studiate con attente prove da modelli viventi, ricolmi di venustà.
Il Cupido – splendidamente giovane e dotato di grandi ali – è a lato di Danae, e agisce avendo un rapporto preordinato con Giove: egli accenna al dio e scosta il velo nuziale per il palpitante connubio. Di questa figura nei testi antichi non si fa menzione, pertanto l’invenzione del Correggio ne risulta straordinaria. L’equilibrio compositivo e la suprema armonia del dipinto furono rilevati in ogni tempo, sino all’ammirazione sconfinata di Gustave Moreau – gran pittore francese del secondo Ottocento – che copiò più volte la tela esclamando: “quanto lavoro, per tanta semplicità!”.
Ai piedi del talamo – splendida ricreazione classica sotto l’incomparabile sinfonia dei bianchi e degli ori – gli amorini realizzano quel controcanto giocoso che tante volte si registra nelle scene sacre e profane del Correggio. Essi, felicemente estranei al sospiro e all’emozione di Danae, si dedicano a valutare sulla pietra di paragone l’efficacia delle punte delle rispettive frecce. Uno, alato, è considerato l’allegoria dell’Amore sacro (o celeste), e l’altro dell’Amor profano: stanno disputando sugli esiti rispettivamente di una freccia d’oro (la perfezione sentimentale), oppure di semplice metallo (la forza reale dell’eros). Il Correggio, olimpico arbitro imparziale, ci trasmette un tono e un’ambientazione sereni, che rendono ancora più amabile la sontuosa stesura pittorica, trapassante con felicità dal cielo ai tessuti, ai corpi, e che, dopo il recente restauro, ricrea vivissima la gemma della Galleria Borghese.

Date: Novembre 13, 2013