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Maddalena

Maddalena1517-18
tela, 38 x30 cm
Londra, National Gallery

Per leggere adeguatamente la sola e solitaria figura della Maddalena, qui riprodotta in piedi col vaso dell’unguento e il libro, occorre rifarsi alla leggenda che la volle giunta sulle rive del Mediterraneo francese – con la sorella Marta, il fratello Lazzaro e un’ancella – eppoi eremita sulla montagna, in un’aspra spelonca: la venerata Sainte Baume, che esiste ancora. La devozione alla Maddalena – singolare personaggio che fonde più figure evangeliche, dapprima arrovellata nel peccato, eppoi appassionatamente convertita, e infine testimone privilegiata della Resurrezione – fu un fatto tutto francese, quasi nazionalista, che vide sorgere basiliche e muoversi pellegrinaggi. In Italia la conoscenza della sua immaginaria storia fu quasi inesistente sino ai primi anni del rinascimento; soltanto poche dame, capaci di ricevere e comprendere libri francesi, ebbero nozione delle asperrime e miracolose penitenze di Maddalena, e della sua vita divenuta esemplare. Si vedano in proposito i rivelanti studi di Maddalena Spagnolo.
La grande devota italiana – propagandista presso alcune sue nobili amiche, e persino pellegrina di persona alla Sainte Baume, in Provenza – fu Isabella d’Este Gonzaga, marchesa di Mantova. Si deve probabilmente a Isabella e alla sua corrispondenza con Veronica Gàmbara, contessa di Correggio, se Antonio Allegri fu indotto a dipingere alcune famose figure di Maddalena nella Santa Grotta. Molto ammirate furono quella “genuflessa”, e quella “distesa e leggente”, di entrambe le quali gli originali sono andati perduti. Di alta qualità è questo esemplare di Londra, dove la santa – in condizione penitenziale – cogita, mirandoci, sulla vita e sulle verità eterne.
Il piccolo dipinto londinese possiede ogni costitutivo per essere autografo: dalla scioltezza della figura alla morbidezza dell’incarnato; dall’ineguagliabile invaso d’erbe e d’arbusti al variegato e seducente imbuto luminoso-ambientale.