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Madonna col Bambino fra due angeli musicanti

Madonna col Bambino fra due angeli musicanti1511-12
tavola, 20 x 16,3 cm
Firenze, Galleria degli Uffizi

Anche il piccolissimo legno della Madonna col Bambino fra due angeli musicanti, collocato nelle collezioni medicee sin dal secolo XVII, si può considerare opera sinceramente strepitosa. Non conoscendone né la committenza né la ragione iconografica ci basterà considerare il fascino incomparabile di questo “dialogo in cielo”.
Non vi è ambiente, né sfondo; non vi sono piani d’appoggio per le figure, pur soavemente realistiche; l’intero medium spaziale è un’esedra d’empireo, e l’impregnante luce sovrannaturale che vi regna è un lume d’oro! Manca ogni sostanza logica alla visione – pura scena di paradiso – e quivi il Correggio irrora il bagliore crisoforo dei mosaici eternali di Bisanzio e di Venezia. Nel sublime refrigerio gli angeli offrono l’armonia musicale (“cantano i cieli la gloria di Dio”) sicché Maria e il Verbo Bambino ne sono intimamente estasiati. Davvero qui la forza adorante della spiritualità d’Oriente e l’affettività occidentale si congiungono in un momento ineffabile.
Nella tavoletta l’acume di David Alan Brown ha scoperto un repentino debito del Correggio giovane, riguardante l’angelo con la viola, dal Concerto campestre del Louvre (Giorgione-Tiziano, 1510 c.): un debito forse contratto a Venezia, o forse presso la corte di Isabella d’Este, come suggerisce nel suo bel contributo Daniela Ferriani. Questo significa soltanto il totale ma indipendente aggiornamento del Correggio su ogni passo della coeva pittura italiana.