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Matrimonio mistico di santa Caterina con figura di san Sebastiano

Matrimonio mistico di santa Caterina con figura  di san Sebastiano1526-27
olio su tavola, 105 x 102 cm
Parigi, Musée du Louvre

Il dipinto rappresenta idealmente il “matrimonio”, ossia la dichiarazione di fedeltà per sempre a Gesù di una nobile vergine di Alessandria d’Egitto, che poi subirà un tremendo martirio.
Pur nel pieno dei suoi impegni il Correggio continuò a studiare corpi e volti, abiti e oggetti, natura verzicante e cieli umorosi, limpide luci e ombre morbide. Instancabilmente cercò i colori e il loro fondersi, e il loro diventare forma illuminata. Inseguì la vaporosità dei capelli (“di che gli debbono eternamente tutti i pittori”, come esclama il Vasari) e la vivida finezza delle gemme. Sempre si immedesimò – attraverso il suo pensiero intimo, pre-figurativo – nei gesti, nel porgere espressivo dei personaggi.
Da tanto amorevole studio uscirono dipinti sommi, come questo Matrimonio mistico, dove egli tocca la pienezza appagante del rinascimento. Pittura di sontuosa pregnanza negli incarnati e nelle materie pregiatissime, di luce beatificante, di perfetta musicale composizione, ma sostanziata di santità amorevole e di affetti spirituali.
Il senso panico domina nell’invaso del medium atmosferico e vegetale il quale s’allarga all’illimitata estensione di un canto spaziato, che soltanto il Correggio coltivò dopo il Mantegna e il Costa. Qui l’Allegri evoca e racconta, nelle piccolissime figure centrali sullo sfondo, l’ardente preghiera di Caterina, principessa d’Alessandria convertita al cristianesimo, e il dissidio col padre; mentre nella scena in alto a sinistra contempla lo spasimo di san Sebastiano. Le quattro figure grandi realizzano supremamente il sogno di perfezione di Leonardo, con la naturalità di ogni gesto dell’insieme. E il Vasari stupito dichiara che il dipinto si compie “con arie di teste tanto belle che paiono fatte in paradiso”.
Anche in quest’opera, di dimensione “mezzana”, dove i personaggi sono posti nell’immediatezza della vicinanza con l’osservatore devoto, lo spazio ha una funzione unificante: rende presenti gli avvenimenti mistici, i martirii lontani nei secoli, gli èmpiti della fede di Caterina e Giovanni, e infine la sostanza di eternità che la presenza di Gesù assicura, nella sempiterna mediazione consapevole di Maria.
Un’ultima nota. L’incredibile vaporante preziosità dell’abito di Caterina – da osservare acutamente, ravvicinato – e l’operatura stupenda dell’elsa della spada pongono l’Allegri al grado massimo della virtuosità operativa della pittura di ogni tempo

Date: Novembre 13, 2013