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Noli me tangere

Noli me tangere1520 c.
tela, trasportata da tavola,
130 x 103 cm
Madrid, Museo del Prado

Il Noli me tangere del Prado si colloca anch’esso nell’avvio sfavillante della maturità del Correggio. Il titolo riporta in latino le parole che Gesù rivolge a Maddalena, la prima testimone della sua resurrezione: “Non mi toccare”. Il dipinto fu probabilmente richiesto al pittore dai conti Ercolani, di Bologna, nel palazzo dei quali venne visto da Girolamo da Carpi poco dopo il 1518, come testimonia il Vasari; poi da Pietro Lamo nel 1560.
La scena si svolge nell’orto-giardino ricordato dai Vangeli. Ignara e angosciata Maddalena corse prestissimo, la mattina dopo il sabato, al sepolcro di Gesù; lo trovò aperto e vuoto. Scorse un uomo che le parve l’ortolano, ma – al suo volgersi – riconobbe Gesù e si slanciò verso di Lui. Ecco allora la frase del Risorto “non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre, va’ piuttosto dai miei fratelli e di’ loro che salgo al Padre mio…” (dal Vangelo di san Giovanni).
L’opera è di sole due figure, ma di taglio scaleno e opposte per positura, tanto che ne scaturisce uno splendido ordito pittorico, steso tra le luci degli incarnati. Gesù risorto è rivestito pienamente del segno della divinità, il manto blu, e Maddalena è avviluppata dai colori caldissimi dell’amore terreno e di quello spirituale: il giallo e il rosso. I rimandi diagonali vivificano la scena: la donna ginocchioni si protende verso destra, allargando il gesto, ed è fermata dal rivolgersi di Gesù che distende le braccia sino al dito indicante il cielo. I suoi piedi sfiorano una fenditura breve, destrorsa, che poi devia in grande profondità verso sinistra, salendo quasi al centro del quadro; di qui riparte un’ansa dolce, diretta verso il costato del Cristo, ed essa forma uno stretto, ellittico specchio d’acqua. Al di qua e al di là di questo una vegetazione verdissima compone un primaverile, effusivo inno di natura chiamata al potente risveglio (simbolo evidente della resurrezione) che si eleva nell’albero nuovo accanto al massiccio tronco della storia. Tutto questo ha un evidente significato confermativo evangelico: dall’acqua sgorgata col sangue dal costato, quale nascita della Chiesa, al passaggio corporale, ora aperto per tutti, dalla vita terrena alla vita eterna.
L’importanza pittorica qui evidentemente assegnata alla Pietra di Bismantova, amorosamente descritta sin nel reale sentiero che ne porta alla sommità tabulare, ricorda la tenace antica devozione delle genti dell’appennino reggiano a Maria Maddalena, realizzata in alcune cappelle, e la pone come attributo ben noto del creduto passaggio di qui della santa.
Gli attrezzi del lavoro umano sono ormai fermi, formando una delle tattili “nature morte” del Correggio (come già quella del Riposo durante la fuga in Egitto) mentre in chiasma s’impenna a sinistra l’amata sagoma della Pietra di Bismantova con il suo tipico sentiero circuitale, a ricordare la perenne simbologia biblica del monte santo, sempre legato alle teofanie rivelatrici, al quale ora potrà salire “chi ha mani innocenti e cuore puro”. Sta infine sotto lo sprazzo luminoso dell’aurora l’estrema fascia montana, nel suo azzurro intenso di controluce, e rinserra il profilo di una Gerusalemme mistica, perno semantico della Redenzione.
Sono certamente richiamabili alcune espressioni peculiari del genio inventivo dell’Allegri: la padronanza anatomica e gestuale; la venustà del corpo divino (di fulgente significato eucaristico, come dichiara Giancarla Periti nel suo luminoso saggio del 2004); l’intensità dei volti (quello del Cristo così simile al Volto ora a Correggio); l’avvampante costruzione della figura di Maddalena, quasi una fiamma dorata, e la meraviglia degli sparsi capelli; l’estrema cura del suo abito operato a rabeschi; la trasparenza del velo; la perizia del sandalo intrecciato. Ancora è eccezionale l’importanza che l’Allegri assegna qui al paesaggio, rappresentante dell’intera creazione nel momento del tripudio, della sua palingenesi: un paesaggio di bellezza incomparabile, come già osservava Cecil Gould. E infine un ripetuto pensiero su Maddalena, come protagonista-amante, che il Correggio sentì eminentemente nella sua antologia psicologica sacrale: una verità spirituale di amore femminile che si conforma in immagine, intrisa di serenità e di morbidezza, davvero sgorgante dal cuore.

Date: Novembre 15, 2013