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Orazione di Gesù nell’orto

Orazione di Gesù nell’orto1524-25
olio su tavola, 37 x 40 cm
Londra, Hapsley House (Wellington Museum)

La massima espressione dell’angoscia di Cristo, prossimo e ben consapevole della sua passione, viene affrontata dal Correggio revertendo l’impostazione tradizionale della scena, che voleva Gesù più lontano del gruppo degli apostoli dormienti, e quasi posto di spalle. Pittore profondamente religioso e formato alle penetranti meditazioni monastiche Antonio qui esige la frontalità del Figlio di Dio che si offre in olocausto al Padre, ma che – al tempo stesso e come uomo – vorrebbe rifuggire l’immenso dolore delle torture e della crocifissione.
Con la sua padronanza geniale della sfericità dello spazio e della rotazione aerea delle figure il Correggio riesce a mostrarci in simultanea pressoché frontale Cristo e l’angelo consolatore che prodigiosamente lo illumina. Il Vasari cita questa tavola come “la più rara e bella cosa che si possa vedere di suo di figure piccole”, giudicandola “senza paragone”. L’efficacia del contrasto tra “i moti dell’animo” di Gesù, ossia il conflitto estremo tra le sue due nature, e il coessenziale straordinario ruolo dei lumi, aprì immediatamente la gran fama di questo lavoro, poi ripreso da Tiziano e da molti altri pittori come ricorda lo studio prezioso di Maddalena Spagnolo. Davanti a una replica di questa Orazione volle morire san Carlo Borromeo.

Date: Novembre 14, 2013