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Volta della cappella funeraria del Mantegna

Particolare della medesima

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1507 c.
affreschi
Mantova, Sant’Andrea

Le otto ghiere festonate, di foglie e frutti, contornano altrettante aperture verso il cielo. Alla loro base stanno cespi di gigli e altri fiori. Questo tripudio di natura virente, che continua sull’intero incannucciato, esprime la fede gioiosa nella vita celeste.

È ammesso che il Correggio abbia affrescato detta volta, in associazione con i figli del Mantegna, e che in particolare siano sue le figure degli evangelisti nei pennacchi. Malgrado il cattivo stato di conservazione si vede bene nella cupola lo stendersi verso il cielo di un leggero incannucciato vimineo, reggente encarpi fogliati e fruttati, le cui otto costole sono ritmate alla base dall’appoggio di cespi fioriti. La scelta simbolica è quella di un tripudio naturalistico-paradisiaco, al centro del quale viene osannato lo stemma araldico dei Mantegna, nobilitato altresì dalla superna presenza degli Evangelisti – proclamatori della parola divina – affacciati dagli alti poggiòli. La concezione complessiva corrisponde a un encomio spirituale di potente intensità, quale l’amato Maestro meritava, e quale accompagnò per l’innanzi i capolavori del Correggio. Che egli sia stato il maggior gestore del progetto pittorico che ambisce al cielo ci sembra senz’altro probabile: l’idea espressa nella cupola segue stilisticamente quella perduta della cappella papale di Innocenzo VIII in Vaticano, e anticipa palesemente la Camera di San Paolo.
Se si osserva poi il finissimo apparato architettonico dell’ambiente memoriale, ci si convince della forza intellettuale che ha presieduto al linguaggio iconico di questa cappella

Cappella del Mantegna. Pennacchio della volta con l’evangelista Giovanni e l’aquila

Pennacchio della volta con l’evangelista Matteo
e l’angelo

Particolare decorativo alla base della cupola,
con pèlte e fogliami
La scelta delle sagome a pèlta (uno scudo da combattimento degli antichi greci) rivela la cultura antiquaria ben radicata nella bottega del Mantegna, e indica l’agone della vita per accedere al cielo.

Cappella del Mantegna. Uno degli ovati
dei sottarchi con gli “eventi biblici”
La decollazione di San Giovanni Battista. Questi ovati sono particolarmente interessanti nel  contesto della complessa decorazione generale, molto ricca di invenzioni e figurazioni. Qui il Correggio, con i figli del Mantegna, dimostra una forte padronanza del linguaggio del Maestro appena scomparso.

Andrea Mantegna. La Sacra Famiglia
e la Famiglia del Battista (particolare)
Tela di mano del Maestro, agli stilemi del quale il Correggio giovane fu assai vicino.